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Vibe gaming: Vibe coding + Godot, remastered edition

A luglio 2025, dopo una serie di incontri DevMarche sul tema gaming e AI, mi sono detto:
“Ok, adesso ci provo anch’io”.
Volevo fare un progetto in vibe coding e testare fin dove potessero arrivare le IA nel coding.
Ho acceso il PC, ho scritto a ChatGPT-4… poi a Claude… poi ho provato Codex, Cursor,
Claude Code. Ho messo tutto nel calderone, premuto INVIO e—
Aspetta. Troppo veloce.
Torniamo indietro: come si fa un videogioco?
Pensavo di averlo capito, e ho voluto provarci. Ho scelto di sviluppare il mio primo gioco con
Godot. All’inizio era solo per scherzo, un piccolo esperimento. Poi mi sono ritrovato nella
Baghdad del 1258, poco prima dell’assedio mongolo e dell’incendio che distrusse la più
grande biblioteca del mondo allora conosciuto.
Solo che nel frattempo l’esperimento è degenerato: da “vediamo se l’AI mi scrive due script”
al progettare un’architettura completa. Gestione dello stato e dei dati, modellazione delle
carte con effetti condizionali, uso di pattern architetturali per gestire le regole di gioco,
generazione procedurale degli incontri e molto altro.
E lì ho capito una cosa: l’AI può generare codice… ma non è quello che fa la differenza.
In questo talk racconterò cosa ho imparato sviluppando Tarot Requiem da solo: come ho
usato Godot e GDScript, come ho progettato l’architettura, cosa significa davvero “vibe
codare” un progetto troppo grande per le proprie mani — e come si sopravvive quando
l’entusiasmo iniziale incontra la complessità… ma ci sarà anche un piccolo twist, che vi
racconterò strada facendo.
Parleremo anche dei miei errori: l’over-engineering, le astrazioni premature, il rischio di
delegare troppo agli agenti di coding, la tentazione di far scrivere tutto alla macchina, ma
anche delle cose che hanno funzionato e di come l’esperienza maturata fuori dal game
development mi abbia spesso salvato da trappole nel codice.
Nel frattempo ho continuato a lavorare su piattaforme reali: architetture a microservizi,
frontend React, app React Native, container Docker, integrazione dell’AI nei workflow
quotidiani. Ho perfino iniziato a sperimentare con Ren’Py per capire cosa cambia quando la
narrativa è il motore principale.
Sarà un viaggio tra design, codice, agenti di AI e momenti di delirio creativo: un racconto su
cosa significa costruire qualcosa di complesso in un’epoca in cui tutto sembra semplice —
finché non lo fai davvero.

Relatori/Relatrici: Marco Pellino (DevMarche)
Docenti di riferimento: Alessandro Aldini
Ciclo di seminari:
Vincoli di partecipazione:
Luogo
Data
Orario
Crediti
Collegio Raffaello (Aula C)
25 Marzo 2026
16:00
0.125
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