{"id":3987,"date":"2014-02-05T18:15:04","date_gmt":"2014-02-05T17:15:04","guid":{"rendered":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/?p=3987"},"modified":"2014-02-06T15:42:33","modified_gmt":"2014-02-06T14:42:33","slug":"ioeforumita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/ioeforumita\/","title":{"rendered":"Internet of Everything Italian Forum"},"content":{"rendered":"<p>Quasi tutti e tutto (persone e cose) sono ormai connessi ad Internet. Si e&#8217; svolto a Milano il 31 gennaio l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.smartdirection.it\/ioe_forum\/index.php\">Internet of Everything Italian Forum<\/a> organizzato da Cisco.<\/p>\n<p>E&#8217; stata una mattinata ricca di spunti interessanti che riassumo brevemente qui sotto. Chi volesse una cronaca piu&#8217; puntuale puo&#8217; cercare su Twitter l&#8217;hashtag <a href=\"https:\/\/twitter.com\/search?q=%23IoEforumita\">#IoEforumIta<\/a>, chi si accontentasse del mio punto di vista, puo&#8217; guardare i tweets di\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/search?q=%40neutralaccess%20%23IoEforumita\">@neutralaccess<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"250\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/qmD4Eypy3BM\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.oii.ox.ac.uk\/people\/?id=327\">Luciano Floridi<\/a>, <\/strong>filosofo dell&#8217;Oxford Internet Institute, ha parlato dell&#8217;esigenza di un &#8220;De Rerum Natura 2.0&#8221; e ha guidato le migliaia di persone del pubblico in un intrigante ragionamento tra fisica e filosofia per affermare che non c&#8217;e&#8217; differenza tra virtuale e reale, perche&#8217; cio&#8217; che rende un oggetto reale e&#8217; la nostra capacita&#8217; di interagirci. <em>Esistere = essere interagibile<\/em>. <strong>From <em>things<\/em> to <em>ings<\/em><\/strong>, dalla desinenza -ing del present progressive inglese. Nel corso del ragionamento sono emersi alcuni spunti che riporto: gli oggetti connessi sono gia&#8217; piu&#8217; di noi e crescono molto piu&#8217; in fretta di noi, molti oggetti hanno sensi piu&#8217; sviluppati dei nostri, in molte situazioni gli esseri umani si limitano a svolgere il ruolo di &#8220;interfacce&#8221; tra oggetti (si pensi a chi guida la macchina con il navigatore satellitare).<\/p>\n<p><strong>Maria Letizia Mariani<\/strong>, general manager di Philips Italia, ha illustrato le potenzialita&#8217; delle luci led connesse in rete, in grado di interfacciarsi con dispositivi &#8220;smart&#8221; per aumentarne l&#8217;usabilita&#8217; ed estenderne l&#8217;interfaccia. Ad esempio: lampade che adattano il colore dell&#8217;illuminazione a cio&#8217; che guardiamo in TV, lampade che riproducono l&#8217;alba prima della sveglia, lampade che sostituiscono la suoneria del cellulare per i non udenti, lampade che modificano l&#8217;illuminazione in una stanza di ospedale a scopo terapeutico in base ai parametri vitali del paziente.<\/p>\n<p><strong>Piercarlo\u00a0Ravasio,<\/strong>\u00a0di Think!, ha parlato di automobili, osservando che il fatto che siano ancora le guidate da esseri umani non e&#8217; per i limiti della tecnologia, ma per implicazioni di altro tipo: culturali, normative, legali e, sopratutto, di sicurrezza informatica. L&#8217;Internet of Everything espone infatti molti obiettivi tangibili al rischio di attacchi informatici.<\/p>\n<p><strong>Livio Gallo<\/strong>, Direttore di Enel,<strong>\u00a0<\/strong>ha parlato di utenti prosumer (produttori e consumatori di energia) e delle prospettive delle auto elettriche, le cui batterie potrebbero anche servire a dare stabilita&#8217; alla rete elettrica compensando le energie erratiche prodotte dalle fonti rinnovabili. I contantori Enel sono a tutti gli effetti dei canali di comunicazione (<em>chiusi e proprietari, purtroppo, aggiungo io<\/em>) che consentono un monitoraggio e una gestione molto evoluti della rete e del consumo degli utenti. Nella visione di Enel le citta&#8217; sono rese smart dall&#8217;integrazione di infrastrutture di comunicazione e distribuzione di energia elettrica, dalla diffusione della mobilita&#8217; elettrica e dai sensori. Enel sta partecipando alla definizione di\u00a0150 <strong>smart quality indices<\/strong> per misurare la &#8220;smartness&#8221; delle citta&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Stefano Mancuso<\/strong>, botanico dell&#8217;Universita&#8217; di Firenze, ha presentato evidenze sperimentali sulle quali si basano le sue teorie sull&#8217;intelligenza e sulle capacita&#8217; sensoriali delle piante. Vi consiglio di guardare questo video per farvene un&#8217;idea. Vanno bel oltre le comuni aspettative (o almeno ben oltre le mie). Sarebbe interessante chiedersi in che misura questi comportamenti possono essere ricondotti a meccanismi frutto dell&#8217;evoluzione e in che misura debbano essere invece attribuiti ad una forma di intelligenza del singolo esemplare.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/embed.ted.com\/talks\/lang\/it\/stefano_mancuso_the_roots_of_plant_intelligence.html\" height=\"250\" width=\"300\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.iit.it\/it\/chi-siamo\/organizzazione\/direttore-scientifico.html\">Roberto Cingolani<\/a><\/strong>, direttore scientifico dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ha presentato i progetti di ricerca dell&#8217;Istituto nel campo della <a href=\"http:\/\/www.iit.it\/it\/ricerca\/dipartimenti\/robotics-brain-and-cognitive-sciences.html\">robotica<\/a>\u00a0e delle scienze cognitive. Interessante osservazione: le 10 alla 18 operazioni al secondo per essere umano (stima della capacita&#8217; computazionale del cervello) sono un obiettivo ben lontano da raggiungere per un calcolatore elettronico anche estrapolando la legge di Moore!<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.chefuturo.it\/author\/riccardo-luna\/\">Riccardo Luna<\/a><\/strong>, direttore dell&#8217;edizione italiana di <a href=\"http:\/\/www.wired.it\/\">Wired<\/a>, ha mostrato esempi evidenti di quanto la quotidianita&#8217; sia lontana dal presente futuribile presentato al forum e ha concluso il suo intervento mostrando il discorso con il quale Obama ha lanciato l&#8217;iniziativa One Hour of Code, da cui ha preso spunto <a href=\"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/codescool\/\">Code&#8217;s Cool<\/a>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/6XvmhE1J9PY\" height=\"250\" width=\"300\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutti e tutto (persone e cose) sono ormai connessi ad Internet. Si e&#8217; svolto a Milano il 31 gennaio l&#8217;Internet of Everything Italian Forum organizzato da Cisco. E&#8217; stata una mattinata ricca di spunti interessanti che riassumo brevemente qui sotto. Chi volesse una cronaca piu&#8217; puntuale puo&#8217; cercare su Twitter l&#8217;hashtag #IoEforumIta, chi si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":4050,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[9,24,15],"tags":[327,161,326,331,328,329,330,334,333,332],"post_series":[],"class_list":["post-3987","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-home","category-news","tag-ioeforumita","tag-cisco","tag-ioe","tag-livio-gallo","tag-luciano-floridi","tag-maria-letizia-mariani","tag-piercarlo-ravasio","tag-riccardo-luna","tag-roberto-cingolani","tag-stefano-mancuso","entry","has-media"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3987"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4053,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3987\/revisions\/4053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3987"},{"taxonomy":"post_series","embeddable":true,"href":"https:\/\/informatica.uniurb.it\/triennale\/wp-json\/wp\/v2\/post_series?post=3987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}