Il futuro della rete

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Il traffico. E’ ben noto che il traffico in rete cresce esponenzialmente, alimentato da tanti fattori concorrenti: l’aumento di risoluzione delle fotocamere degli smartphone, il trasferimento in cloud della maggior parte dei nostri dati e della nostre applicazioni, la crescente pratica della condivisione e del rilancio di informazioni nei social network, la progressiva inclusione digitale di tutta la popolazione, la proliferazione di oggetti connessi, l’aumento della velocita’ di elaborazione dei dispositivi elettronici, l’aumento della definizione degli schermi, ecc.

Le infrastrutture. E’ lecito quindi chiedersi se le infrastrutture di rete (dorsali e reti di accesso) saranno in grado di sostenere questo sviluppo. Il potenziamento delle infrastrutture di rete e’ legato a sua volta ad almeno due fattori: la tecnologia disponibile e la capacita’ (strategica ed economica) dei governi di utilizzarla.

La tecnologia. Maurizio Decina ci offre una proiezione lungimirante e autorevole che si spinge fino al 2035, indicando l’imminente raggiungimento del limite del rame, l’evoluzione delle tecnologie wireless (WLAN e LTE) fino al terabit al secondo e le potenzialita’ offerte dalle fibre ottiche sia per l’accesso che per il trasporto per raggiungere e superare i 100 terabit al secondo. E’ lo stesso Decina ad illustrare questo scenario (efficacemnet riassunto in una slide) nel video registrato in occasione di Capri 2014, con una settimana di anticipo rispetto al convegno IEEE Technology Time Machine di San Jose, in California.

Le scelte. Nel frattempo sta ad ogni paese fare le scelte strategiche giuste per fare in modo che la disponibilita’ di tecnologie sempre piu’ avanzate contribuisca alla crescita del paese e non crei invece un ulteriore divario digitale. L’importanza di una strategia internazionale condivisa e’ testimoniata dall’Agenda digitale europea. Mentre un esempio evidente dell’impatto che possono avere le scelte strategiche dei singoli paesi e’ offerto dal caso del WiFi in Italia. Per anni le politiche italiane sul WiFi sono state tra le piu’ restrittive al mondo, scoraggiando gli investimenti nel settore sia da parte degli operatori locali che da parte di organizzazioni internazionali. Il ritardo che queste hanno causato costringe oggi a frettolosi balzi in avanti, come quello della proposta di legge Boccadutri di luglio 2014 di cui la stampa parla ampiamente in questi giorni, che imporrebbe agli esercizi pubblici di offrire WiFi aperto e gratuito.

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