Il DigitalDay e la velocità della luce

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La digitalizzazione è un cambiamento pervasivo, graduale e inarrestabile avviato da anni in modo spontaneo, per la nostra naturale aspirazione all’innovazione e per il vantaggio competitivo di soluzioni più efficaci ed efficienti. La rapidità, l’impatto e la continua evoluzione delle tecnologie digitali impongono ai governi di facilitare il cambiamento per garantire che tutti ne possano usufruire e che nessuno resti indietro.

Nella sostanza dietro al digitale c’è l’elettronica, prima ancora dell’informatica, e molti dei fattori tecnologici e socio-economici che lo governano fanno sì che a determinare la velocità del cambiamento digitale siano leggi esponenziali. Questo rende la digitalizzazione un processo sbalorditivo, dal quale pretendiamo continue sorprese che portano contemporaneamente a migliorare le prestazioni e a ridurre i costi. Ma le leggi esponenziali sono anche implacabili: chi resta indietro non ha possibilità di recupero.

Immaginate di percorrere una strada con una velocità esponenziale. Dirlo è semplice, basta partire con una certa velocità (ad esempio un metro al secondo, che sono 3,6Km all’ora) e raddoppiarla ad ogni secondo. Ora immaginate che un vostro amico vedendovi partire così spediti decida di seguirvi con lo stesso ritmo, ma parta con un secondo di ritardo rispetto a voi. Quando si decide a partire il vostro distacco è di un solo metro, ma dopo un secondo sarà diventato di 2 metri, dopo due secondi sarà rimasto indietro di 4 metri, dopo 3 secondi di 8 metri, dopo 10 secondi sarà indietro di circa 1000 metri, dopo 20 secondi sarà indietro di circa un milione di metri, dopo 30 secondi il distacco sarà di circa un miliardo di metri, dopo meno di un minuto il distacco sarà di un anno luce!

Non possiamo rischiare di subire questo distacco!

E’ evidente che l’esempio fatto qui è paradossale, perché prima i limiti di velocità e poi le leggi della fisica ci fermerebbero ben prima di raggiungere la velocità della luce, ma spero che ci aiuti a prendere sul serio un cambiamento che avanza davvero a velocità esponenziale. I governi non possono restare a guardare, né possono giocare d’anticipo nei confronti di un processo che va necessariamente più veloce di loro. Quello che possono (o meglio devono) fare è creare le condizioni per non farci restare indietro.

Il DigitalDay è un segnale in questa direzione. Un momento di sincronizzazione che porta le aziende e le pubbliche amministrazioni sulla linea di partenza e le spinge a fare un piccolo passo tutte insieme.

Qualcosa di simile è successo qualche anno fa nel mondo universitario con la digitalizzazione del processo di gestione e verbalizzazione degli esami. Anche allora agli atenei venne imposto, dopo una prima sperimentazione, di portarsi tutti sulla linea di partenza e mettersi in marcia.

Il cambiamento poi lo fanno le persone, spesso lamentando giustamente la mancanza di strumenti e risorse adeguati per portarlo avanti come vorrebbero. Ma la mancanza di strumenti, risorse e contesto adeguati non può essere una scusa per non partire, perché il cambiamento ci sarebbe anche senza di noi e ci lascerebbe indietro. I governi che non investono in innovazione, formazione e ricerca sono scellerati, ma lo sono ancora di più se per nascondere l’inadeguatezza dei mezzi che possono offrire non rendono i cittadini consapevoli della necessità di cambiamento.

La fatturazione elettronica di per sé forse non merita i toni epici che ho usato fin qui, ma lo sforzo del cambiamento richiesto a tanti piccoli imprenditori e liberi professionisti credo che meriti di essere messo in una cornice che gli dia un senso più ampio del risparmio di 1,5 miliardi di euro stimato dalla spending review.

Cosiccome ha un che di epico il risultato raggiunto da Riccardo Luna e dalla sua rete di Digital Champions, che sono riusciti a fare di una scadenza formale come quella del 31 marzo 2015 (che imporrà alle pubbliche amministrazioni di accettare solo fatture elettroniche) e di sterili strumenti informatici per addetti ai lavori (come il cosiddetto sistema di interscambio) un evento di alfabetizzazione digitale di massa di portata nazionale  con tanto di spot in TV, organizzando contemporaneamente eventi a costo zero in tutte le Camere di Commercio.

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