Post di Alessandro Bogliolo

La Commissione Europea contro la tassa sul traffico Internet in Ungheria

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Il governo ungherese non ha ancora ritirato la proposta di legge che introdurrebbe una tassa di €0.48 per gigabyte di traffico Internet. Benche’ la proposta contenga misure compensative per i provider, l’iniziativa rappresenta un enorme passo indientro nell’agenda digitale per un paese che e’ gia’ molto al di sotto della media eruopea in tutti gli indicatori dell’agenda.

Migliaia di manifestanti si sono riuniti domenica scorsa davanti al Ministero dell’Economia per una manifestazione lanciata si Facebook. Al termine di una lunga giornata di protesta, il mio amico Mizsei mi ha riferito che il Governo sembrava aperto al dialogo, ma nulla e’ successo da allora. Ecco perche’ ieri il vice presidente della Commissione Europea Neelie Kroes ha assunto una posizione decisa nei confronti della proposta ungherese, dicendo che e’ una “terribile idea” che “minaccia la liberta’ e non puo’ funzionare”.

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Il portavoce Ryan Heath ha detto che la nuova tassa si aggiunge a “una serie di comportamenti e leggi preoccupanti da parte del governo ungherese e che rappresenta una brutta notizia per Internet nel suo complesso, che e’ una risorsa globale”. Qualunque azione unilaterale assunta da un paese senza coordinamento internazionale crea asimmetrie e squilibri tra i paesi membri che indeboliscono la posizione dell’Europa in termini di liberta’, diritti e competitivita’.

Inoltre, la Commissione Europea considera la tassa sul traffico dati una misura sbagliata anche tecnicamente perche’ la cresciata esponenziale del traffico sfugge al controllo di ogni singolo Paese e rende pertanto imprevedibili anche nel breve periodo gli effetti di tale imposta. Se anche l’imposta venisse accettata, sarebbero necessari continui aggiustamenti per evitare che diventasse insostenibile. Al momento il governo ungherese ha proposta di applicare un tetto di 2 Euro/utente-privato/mese o di 20 Euro/utente-business/mese. Il gettito annuo previsto e’ di 100 milioni di Euro. E’ interessante osservare che con questa misura l’Ungheria va contro la sua stessa strategia digitale, che e’ contraria a qualsiasi imposta sul traffico dati.

Non e’ chiaro se ci siano stati episodi di violenza, ma per certo una folla travolgente ha dato luogo ad una manifestazione pacifica e suggestiva mostrando gli schermi illuminati dei propri smartphone.

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Le proteste sono ancora in corso in Ungheria e in diversi altri paesi europei, mentre su Facebook si sta organizzando una nuova manifestazione per domenica prossima. Il Parlamento ungherese non ha gradito la posizione assunta dalla Commissione Europea, ed e’ arrivato a dire di considerare l’ipotesi di uscire dall’Unione Europea se dovessero esserci ulteriori ingerenze nelle questioni di politica interna.

Career Day 2014

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Inizia oggi il Career Day dell’Universita’ di Urbino, che offre due giorni densi di laboratori, workshop, incontri con aziende e opportunita’ di colloqui di selezione.

Ecco tutti i riferimenti:

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Se venisse tassato il traffico Internet

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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E’ l’Ungheria il primo paese al mondo a proporre di tassare il traffico Internet. La reazione è stata immediata, pacifica e, sembra, efficace. Centocinquantamila manifestanti sono scesi in piazza ieri accendendo gli schermi dei propri smartphone in segno di protesta, come spettatori di un concerto senza musica. Pare che il messaggio sia stato recepito e che la proposta venga revocata.

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La tassa sarebbe stata di circa 50 centesimi di Euro al Gigabyte. Si potrebbe discutere se siano tanti o pochi, in senso assoluto o in senso relativo, rispetto al costo di un Gigabyte di traffico nei piani tariffari o rispetto al valore potenziale che un Gigabyte di traffico può generare. Ma non è questo il punto. Quello che ha spinto 150000 persone in piazza non sono stati i 6 euro all’anno che avrebbero dovuto spendere in media per navigare in Internet, ma la paura di essere tagliati fuori dalla rete e dal mercato digitale. Anche la più piccola barriera all’accesso ad Internet che venga eretta artificialmente e unilateralmente da un Paese rischia di avere conseguenze economiche molto più pesanti dell’introito che la tassa potrebbe portare nelle casse dello Stato e aumenta il digital divide che tutti gli altri cercano di combattere.

Il tentativo ungherese di tassare Internet è stato maldestro e probabilmente rientrerà, ma sono tanti i modi diretti e indiretti in cui i governi possono, anche involontariamente, compromettere i delicati equilibri della rete con conseguenze non sempre prevedibili e quasi sempre negative. L’esempio del resto del mondo e l’attenzione pacifica dei cittadini sono le migliori risorse di cui possono avvalersi i governanti per evitare errori grossolani nel mondo digitale.

Neelie Kroes lancia ufficialmente FlagShip game

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Con questo video-messaggio, mostrato al termine di CodeIT in Rome, l’evento culmine del CodeWeek organizzato da Code’s Cool insieme all’Universita’ di Urbino e ad AgID, il vice-presidente Neelie Kroes ha rilasciato ufficialmente FlagShip game.

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Tutti i video-log delle sessioni di programmazione sono disponibili online e possono essere usati per scopi didattici. Anche le specifiche sono pubbliche e aperte. Chiunque puo’ sviluppare la sua versione del gioco e sottoporla ai test di verifica delle specifiche.

#CodeIT: il CodeWeek in Italia

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Code’s Cool ha avuto un ruolo fondamentale nella partecipazione italiana al CodeWeek e ricevera’ dal CodeWeek un impulso straordinario grazie ai numerosi nuovi partner e alle tantissime scuole che hanno aderito all’iniziativa.

 

Seguite tutti gli sviluppi del CodeWeek sul sito http://codeweek.it/ e partecipate alle tante iniziative in programma, a cominciare dall’esperimento di programmazione di massa che portera’ allo sviluppo di FlagShip game! Le sessioni di programmazione in diretta streaming seguiranno esattamente l’approccio che Code’s Cool ha sperimentato nel corso dell’anno.

 

FlagShipEU: Esperimento di programmazione di massa

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Sarà la Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Informazione dell’Università di Urbino, in collaborazione con NeuNet, a guidare il più ambizioso dei progetti del CodeWeek 2014: lo sviluppo collaborativo di un gioco per smartphone che diventerà il portabandiera del CodeWeekEU. Il gioco si chiama FlagShip ed è già nel Google Play store, benchè ancora non ne sia stata svelata neppure la specifica.

Quello che è sullo store è infatti solo lo scheletro di un gioco che prenderà forma durante il CodeWeek. La specifica sarà svelata l’11 ottobre alle ore 11, in collegamento streaming da Urbino. Da quel momento ci saranno solo 4 giorni per completare lo sviluppo, in una staffetta di programmazione internazionale senza precedenti, che attreverserà più di 30 paesi e coinvolgerà migliaia di ragazzi.

Chiunque potrà partecipare allo sviluppo. Non sono richieste conoscenze specifiche perchè ogni fase dello sviluppo sarà guidata e spiegata passo per passo e documentata da video-tutorial che consentiranno a chi lo vorrà di ripercorrerla sviluppando la propria versione del gioco su AppInventor.

Ad ogni stadio della staffetta di programmazione verrà aggiornata l’applicazione sullo store di Google, consentendo a chiunque abbia già installato FlagShip game di vedere l’applicazione prendere forma nelle proprie mani.

Il risultato della staffetta sarà la CodeWeek edition del FlagShip game, che verrà ufficialmente rilasciata dal Vice Presidente della Commissione Europea Neelie Kroes, durante l’evento conclusivo che si svolgerà a Roma il 16 ottobre, presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione.

Si tratta di un vero e proprio esperimento di “crowdcoding didattico“, il cui successo dipende dalla partecipazione di tutti. E’ appena stato pubblicato il sito web ufficiale dell’esperimento, dal quale si può scaricare la versione base dell’applicazione, consultare la roadmap, e seguire indiscrezioni e notizie. L’hashtag Twitter è #FlagShipEU.

 

L’informatica per l’impresa

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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L’informatica e l’economia sono settori che continuano ad offrire ottime prospettive occupazionali anche in tempi di crisi, ma ancora maggiori sono le opportunità che si aprono a chi sappia unire le due competenze per rispondere a esigenze di mercato in costante aumento. L’informatica e l’economia sono infatti funzionali l’una all’altra. Da una parte l’ICT è un settore in rapidissima crescita che richiede competenze economiche e gestionali per poter essere compreso e guidato, dall’altro le nuove tecnologie dell’informazione offrono strumenti di marketing, analisi e gestione indispensabili alle imprese di qualunque settore. Il Corso di Laurea in Informatica Applicata offre un curriculum per l’impresa che risponde a queste esigenze del mondo del lavoro e offre l’accesso alle lauree magistrali in Economia e gestione aziendale e in Marketing e comunicazione per le aziende. Ne parliamo con la Professoressa Laura Gardini, coordinatrice della Scuola di Economia dell’Università di Urbino.

Giustizia penale in rete

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Il 19 settembre a Perugia si dibatte il tema della giustizia in rete in un workshop dal titolo La giustizia penale nella “rete” Le nuove sfide della società dell’informazione nell’epoca di internet, organizzato dal Laboratorio Permanente di Diritto Penale.

Chiara Bigotti, che ha insegnato informatica giuridica e diritto dell’informatica per il Corso di Laurea in Informatica Applicata e ha collaborato con il nostro Dipartimento a progetti nazionali ed Europei su questi temi, parteciperà al convegno parlando della sicurezza informatica come bene comune e analizzando le implicazioni penalistiche e di politica criminale.  Il programma completo e’ disponibile in pdf. Riporto di seguito una breve introduzione all’argomento tratta dal call for papers del convegno, ma nei prossimi giorni sarà Chiara Bigotti a riassumere su questo blog i contenuti delle relazioni che verranno presentate in attesa della pubblicazione ufficiale degli atti.

Il nuovo millennio è caratterizzato dall’esplosione di Internet e dei nuovi prodotti tecnologici, che ha comportato cambiamenti epocali in ogni settore della vita umana. Essi offrono molteplici opportunità di sviluppo sul piano sociale, culturale ed economico, ma rappresentano altresì, da un lato, un terreno fertile per nuovi fenomeni, modi e tipi di comportamenti di rilievo penale, oltre che un formidabile mezzo per commettere reati “tradizionali”; dall’altro lato una nuova frontiera di lotta alla criminalità, che può offrire innovativi strumenti e mezzi per la ricerca delle prove e, in generale, per il contrasto a gravi fenomeni criminosi.
Nel frattempo sono cambiate le stesse modalità comunicative, di accesso alle informazioni e di circolazione del sapere scientifico. Il cyberspace, infatti, costituisce uno spazio virtuale in continua evoluzione che consente la delocalizzazione delle risorse e la loro raggiungibilità, da parte dell’utente, da ogni luogo e distanza, real-time, anche grazie alle nuova dimensione del cloud e della “struttura” del web, nonchè la detemporalizzazione delle attività, che possono essere pianificate e svolte attraverso operazioni automatizzate programmate dall’utente.
In questa costante evoluzione le manifestazioni criminose che si realizzano “in rete”, “attraverso la rete” o “tramite strumenti tecnologici” hanno assunto nuove e differenti configurazioni, che trovano crescente rilievo offensivo ed allarmante impatto sociale e che necessitano di una risposta normativa a livello nazionale e sovranazionale. Sul piano europeo, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona la “criminalità informatica” è stata inserita nell’art. 83 TFUE fra i fenomeni criminosi di natura grave e transnazionale su cui l’Unione Europea ha competenza penale.
Le principali questioni che il giurista deve affrontare in questo momento storico di grandi cambiamenti – in cui il ricorso alle tencologie, “investigazioni tecnologiche” e all’accessibilità a dati ed informazioni trasmesse per via telematica deve confrontarsi con le esigenze di accertamento dei reati e di ricerca della prova, da un lato, e di rispetto delle garanzie e dei diritti inviolabili dei cittadini, dall’altro lato – minano le categorie classiche del diritto penale – sollevando nuovi interrogativi, che coinvolgono necessariamente i principi di offensività, sussidiarietà e proporzione – e mettono in crisi i tradizionali istituti processualistici.

L’informatica per le politiche sociali

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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La pervasività dell’informatica, dell’elettronica e della comunicazione digitale influenza le nostre abitudini individuali e i nostri comportamenti collettivi e arricchisce di infrastrutture, informazioni e servizi gli ambienti pubblici e privati nei quali viviamo. La rilevanza politica, economica e sociale di questi fenomeni e di questi strumenti infuoca il dibattito sulla neutralità della rete, che è uscito dalla cerchia ristretta degli addetti ai lavori per diventare un argomento di discussione pubblica. Al tempo stesso le tecnologie digitali offrono strumenti senza precedenti per implementare politiche sociali e per monitorarne gli effetti. In quest’ambito, sono necessarie nuove figure professionali con competenze interdisciplinari. Dal 2014/2015 il Corso di Laurea in Informatica Applicata offre un curriculum per le Politiche Sociali che consente ai laureati di rispondere a questa domanda di competenze e di approfondire gli studi con la Laurea Magistrale in Gestione delle politiche, dei servizi sciali e della mediazione interculturale. Ne parliamo con il Prof. Yuri Kazepov, esperto di politiche sociali comparate.