Laureato in Informatica Applicata | Informatica – Scienza e Tecnologia | Università degli Studi di Urbino Carlo Bo https://informatica.uniurb.it/triennale-informatica Fri, 07 Jul 2023 09:53:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 Dalla scuola superiore all’uni, andata e ritorno https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/dalla-scuola-superiore-alluni-andata-e-ritorno/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/dalla-scuola-superiore-alluni-andata-e-ritorno/#view_comments Fri, 07 Jul 2023 08:57:35 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=16429 Sono stato uno studente della facoltà fino ad un paio di anni fa, laureato nel Febbraio 2021.
Ho scelto la facoltà di Informatica Applicata in quanto affascinato dal piano di studi ed incuriosito da sempre dall’ambito IT e dal settore matematico-scientifico.
Non posso dire che il mio percorso universitario sia stato agevole, sia per problemi familiari che lavorativi: sin dall’anno della mia iscrizione, infatti, ero già entrato nel mondo del lavoro, sebbene si parli di impieghi saltuari.
La mia volontà iniziale è sempre stata, per quanto possibile, quella di tentare di terminare gli studi prima di accettare una proposta lavorativa a tempo pieno, conscio della quantità di tempo che avrei dovuto, in quelle circostanze, togliere agli studi.
Alla fine del 2019, però, ho avuto la possibilità/fortuna di poter lavorare qualche mese come supplente in una scuola secondaria della mia zona (nel Siracusano), seppur in una classe di concorso che all’inizio giudicavo poco affine ai miei studi informatici (Laboratorio di meccanica e macchine).
Con mia grande sorpresa, invece, molte delle conoscenze connesse al nuovo impiego erano intrecciate a quelle che avevo affrontato con le materie universitarie, soprattutto per quanto riguardava l’impiego di macchinari automatizzati a controllo numerico (i famosi CNC), i quali per poter eseguire lavorazioni necessitano di una programmazione certosina, molto simile a quella del linguaggio C.
Quell’impiego, che sto occupando tuttora, mi ha consentito di poter completare gli studi, garantendomi la quantità di tempo necessaria a seguire corsi e sostenere esami.
Nell’Ottobre 2022, anche (e soprattutto!) grazie al corso di Informatica Applicata, sono riuscito a superare un concorso pubblico come docente di Laboratorio di Informatica e sistemi, ed al momento sono in attesa della convocazione per la presa in servizio.
Sto valutando la possibilità di iscrivermi ad un corso magistrale, magari proprio in Urbino.

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MeteOvunque: da progetto d’esame a bot di utilità quotidiana https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/meteovunque/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/meteovunque/#view_comments Tue, 30 Aug 2016 07:58:08 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=9312 Le piattaforme digitali per la gestione del territorio sono una risorsa preziosa che purtroppo non sono sempre sfruttate e gestite nel migliore dei modi. Esse mirano a compensare gli interessi di uno o più gruppi di utenze distinte, cercando di soddisfare le loro richieste e i loro bisogni inerenti a una data porzione del territorio su cui loro stessi operano, sfruttando il cosiddetto “effetto rete”.

Avendo fatto tesoro di quanto ascoltato durante le lezioni di “Piattaforme Digitali per la Gestione del Territorio”, io e gli altri miei amici e colleghi ci siamo cimentati nella realizzazione di bot per Telegram, impiegati come tecnologia abilitante per la realizzazione delle nostre piattaforme digitali che abbiamo successivamente consegnato come progetti per poter sostenere l’esame.

“MeteOvunque” è il bot da me realizzato, uno di quelli che sono stati valutati nel mese di giugno, la cui realizzazione ha richiesto circa un mese e mezzo di sviluppo per la versione d’esame. Dal nome è facile comprendere che si tratta di un bot che fornisce previsioni meteorologiche; ma perché scegliere la meteorologia come argomento di interesse principale?

Prima di iniziare il suo sviluppo nel mese di Maggio, diedi un’occhiata su Telegram ai bot già presenti e funzionanti e mi accorsi che quelli relativi alle previsioni meteo erano pochi, piuttosto scarni, poco “intelligenti”, con poche funzionalità e addirittura con scarso supporto alla lingua italiana. Ne avevo trovato uno che parlava in parte in italiano e in parte in inglese, nonostante avessi selezionato la bandiera italiana nel menù delle impostazioni!

A parte ciò, la mia scelta sullo sviluppo di una piattaforma di questo tipo è ricaduta sulla meteorologia perché:

• Quasi tutti, in singolo o in gruppo, richiedono le condizioni meteorologiche del posto in cui ci si ritrova o in cui si andrà;
• Il territorio di interesse per un servizio di informazione meteorologica è potenzialmente l’intero pianeta Terra.

Avendo fra le mani una tipologia di richiesta, un’utenza e un territorio di portata mondiale, non è stato così difficile capire che tutto ciò avrebbe rappresentato un ottimo esempio applicativo per il mio progetto universitario sulle piattaforme digitali.

Dopo aver sostenuto l’esame, presi la decisione di continuare a sostenere lo sviluppo del bot, semplificando l’approccio con gli utenti ed arricchendolo di nuove funzionalità. Dall’inizio del suo sviluppo sono trascorsi già 4 mesi!

Cito qui alcune delle sue funzionalità che lo rendono interessante, oltreché utile e versatile:

• Include Program-O, un’interprete PHP per intelligenze artificiali (IA) che interpreta i messaggi di testo in italiano che riceve dagli utenti e fornisce loro una risposta sulla base di ciò che è presente nel suo “frasario”;
• Dà la possibilità di consultare le previsioni su mappa come siamo abituati a vedere in tv dopo il telegiornale;
• Fornisce una lista di 5 località preferite gestibile e personalizzabile da ogni singolo utente a seconda delle specifiche esigenze;
• Gestisce un sistema di advertising (sarà attivo prossimamente) tramite il quale può inviare gif animate di sponsor locali che vogliono comparire nella piattaforma, sulla base della città di interesse in cui sono collocati;
• Possiede una tastiera accessoria che compare in chat dal layout intuitivo e risponde con messaggi esplicativi e facili da comprendere grazie alle emoticons;
• È in grado di registrare la segnalazione di guasti e di consigli sulla piattaforma direttamente all’interno delle chat con gli utenti;
• Permette agli utenti di impostare le notifiche, il livello di dettaglio delle info meteorologiche e il proprio livello di protezione della privacy;
• Salva le foto e i video che gli utenti possono inviargli per poterli condividere con gli altri utenti della piattaforma e per poterli pubblicare sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram di “MeteOvunque”;
• Fornisce le proprie funzionalità anche all’interno di chat di gruppo e mediante l’uso di richieste inline-mode di Telegram.

Da pochi giorni è presente anche la lingua inglese!

Invito tutti a dare un’occhiata a quanto è stato realizzato, augurandomi che possiate apprezzare il lavoro compiuto fino ad oggi.

INFO E LINKS UTILI:

– Username Telegram: @meteovunque_bot
– Telegram: https://telegram.me/meteovunque_bot

– Pagina Facebook: https://www.facebook.com/meteovunque/
– Profilo Instagram: https://www.instagram.com/meteovunque/

– Email: jonathan.maiori@libero.it

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Usability game: sapete cliccare in ogni angolo dello schermo? https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/usability-game/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/usability-game/#view_comments Tue, 12 Jul 2016 13:10:14 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=9142 Quanto sono facili da usare le app?

Esistono app per ogni scopo, ne usiamo decine diverse, con interfacce e funzionamento diversi, ogni giorno, nelle situazioni più disparate. Alcune sono semplici e piacevoli da usare, altre meno. E questo è uno degli aspetti principali che può determinare il successo di un’app rispetto ad un altro: l’usabilità di un’app incide fortemente sulla sua diffusione.

Per sviluppare un’app che sia ‘usabile’ si possono seguire delle linee guida che vengono redatte in base a studi condotti insieme agli utenti. Queste linee guida però, non sono fisse, ma cambiano a seconda della tecnologia e dell’evoluzione dell’utilizzo dei nostri device.

Nell’ambito del mio progetto di Dottorato abbiamo deciso di contribuire alla definizione di linee guida per interfacce multitouch, valutando la raggiungibilità delle varie zone dello schermo dei dispositivi mobili. Per farlo abbiamo pensato di sviluppare un semplice gioco per piattaforma Android, Usability game, che ci permetta di raccogliere dati sull’usabilità delle interfacce delle app in modo più divertente per gli utenti.

Nel primo dei giochi proposti avete 30 secondi per cliccare il maggior numero possibile dei cerchi che compaiono in posizioni a caso dello schermo. Ad ogni click ricevete dei punti, a seconda del livello che avete giocato: ci sono infatti 5 livelli di difficoltà crescente, con cerchi via via più piccoli e difficili da cliccare.

Il gioco ha 4 versioni diverse tra loro: nella prima, al click di un cerchio ne compare subito un altro; nella seconda, la comparsa del cerchio successivo è ritardata; nella terza invece i cerchi restano visibili solo per un certo ammontare di tempo e poi scompaiono se non cliccati; nella quarta si devono usare il doppio click o il swipe per far scomparire i cerchi.

A seconda del vostro punteggio totale, vi vengono assegnate delle medaglie e guadagnate posizioni nella classifica generale: potete utilizzare sia uno username, registrandovi e facendo login all’apertura dell’app, per sapere sempre in che posizione della classifica siete, oppure giocare in forma anonima.

Per guadagnare più punti poi, alla fine di ogni livello, se pensate di aver giocato bene, potete confrontare i vostri risultati con quelli medi degli altri utenti e se i vostri tempi medi di reazione sono più bassi della media, guadagnate punti extra, ma se avete fatto peggio, li perdete.

Ogni volta che giocate poi vi viene chiesto di indicare come impugnate il vostro smartphone: questa informazione è utile solo per controllare la coerenza dei dati raccolti, ma non influisce sul vostro punteggio.

I vostri dati di gioco vengono salvati sul vostro smartphone e sono poi inviati in forma anonima ad un server, che li elabora e li visualizza su un grafico colorato, indicando con colori diversi le aree a seconda del tempo medio di click (calcolato valutando i dati prodotti da tutti gli utenti) in quell’area. Inizialmente il grafico ha 5 righe e 5 colonne, ma potete scegliere di aumentare i riquadri o filtrare i dati in base a uno dei criteri a disposizione: grandezza del monitor, tipo di impugnatura utilizzata, livello ecc…

Potete vedere qui i risultati dei dati raccolti fino ad ora.

Quando avremo una quantità di dati sufficiente saremo in grado di ragionare sulle linee guida per l’usabilità e potremo capire meglio come sviluppare app sempre più piacevoli da usare.

Quindi cosa aspettate? Giocando potrete anche migliorare i vostri riflessi e passare qualche minuto di relax tra una pagina da studiare e l’altra, oltre ad aiutarci nel nostro progetto.

Potete scaricare il gioco dal Google Play store: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.sissy.game1

Silvia

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Un mondo di opportunità https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/un-mondo-di-opportunita/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/un-mondo-di-opportunita/#view_comments Mon, 02 Mar 2015 10:20:55 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=6566 Da un anno e qualche mese vivo in Germania. In questo anno la mia vita è cambiata. Non stravolta completamente , ma decisamente diversa da ciò che avevo in Italia. Sicuramente migliore.

Faccio lo stesso lavoro che facevo quando ero a casa, la sviluppatrice web.
Ho iniziato a lavorare appena uscita dall’università nel 2009 e non sono mai rimasta senza lavoro, questo a testimonianza che di mercato, per noi informatici, ce n’è. Il problema è il riconoscimento delle proprie capacità e delle proprie possibilità.

Il nostro corso di laurea offre una preparazione ampia su tutti i fronti dell’informatica e, cosa che ho sempre apprezzato molto, è un corso che ti insegna la pratica e non solo la teoria. La teoria è importante, ma la pratica, per approcciarsi al mondo del lavoro, è preziosa e insostituibile: la pratica ti insegna l’etica e ti insegna che, nel lavoro del programmatore, la forma è anche sostanza: un codice brutto può essere un codice efficace, ma un codice bello sicuramente è efficiente – almeno nella leggibilità e nella manutenibilità, che sono cose da non dimenticare.

Un’altra opportunità che il corso mi ha offerto a suo tempo è stato quello di migliorare il mio inglese, tecnico e non: io ho frequentato il primo anno di corso e all’epoca l’80% del materiale di studio erano libri non tradotti in italiano.

A distanza di un anno sono passata dalla qualifica di junior a guidare un team di 4 persone. Sono tenuta in buona considerazione nella mia azienda perché mi impegno, lavoro duro – senza strafare, e mantengo le promesse.

To make a long story short: impegno, capacità e caparbietà, insieme a un buon corso di laurea, vi possono preparare per il mondo. Come italiani siamo abituati a lavorare, tanto e bene. Se unite a questo una buona conoscenza delle lingue – anche solo l’inglese – potete accedere a una varietà di opportunità incredibile.

Siate coraggiosi.

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Trivago Hackathon: I Was There https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/trivago-hackathon-recap/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/trivago-hackathon-recap/#view_comments Mon, 25 Aug 2014 07:38:01 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=5218 Hi guys!
My name is Catia, and I’m a student in Informatics. I would like to tell you about my experience at the Trivago Hackathon.

Let’s start with the question: What is a Hackathon?
The name Hackathon is a portmanteau of hack – intended as exploratory programming – and marathon. Normally it consists of a group of computer programmers and other people involved in software development that meet/come together to code collaboratively in an extreme manner over a short period of time, normally a few days.

In my case, the Hackathon was organized by Trivago: they selected 50 applicants from all over Europe, and the topic was geodata.

I was really surprised when I arrived the first day: the Trivago building in Dusseldorf is really amazing, and we were invited to watch the football match between Germany and France. Beer, drinks and snacks were waiting for us!
After the match there was the official prehack: a little “welcome party” that gave us the opportunity to explore a bit, have a talk with the staff of Trivago and meet the other hackers; this was probably the most important moment for me, because I arrived alone from Italy and I needed a team to work with! That means, put on a big smile, and talk with as many hackers as possible.

The following morning: I still didn’t have a team.. Luckily I had already some interesting proposals, but I wasn’t sure how to choose, so I prefered to wait.
During the breakfast I found the first not German hacker, a very smart guy from Milan. He didn’t speak German, and he hadn’t a team too. We decided to search together for a team: the instructions were to form groups of five people, and finally we joined two programmers and a designer.
Little time was left before the start of the official Hackathon, and we needed to decide very fast what to do, and how to do it.. not easy to coordinate the work of five strangers.

Every team were assigned an own big conference room to work in, equipped with a fridge full of soft drinks, water and beer, a big bowl with food and snacks, a smaller bowl with Haribo sweeties and a coffee machine. Just one word: wow.

Now, I was in there with four people that I didn’t even know, the Hackathon had officially started and time was running. We had a lot of ideas, perhaps too many, and we tried to create a “concept”: improve the Hotel search for customers with trip suggestions, taking into account trend analysis, weather, events, and other useful information that we extrapolated from the geodata.
Before starting with the actual programming, we needed to clarify our different opinions, and to take time to discuss about how to proceed, how to divide the tasks and which technologies to use.

A lot of lines of code later (and something like liters of coffee, probably the only way to survive a Hackathon), it was three o’clock am, time to sleep and rest a bit. But it wasn’t really possible to relax: the next morning we had to wake up at 7 am and run to our computers.. we had left only few hours of Hackathon and we really needed to hurry up!

In the early evening our time was up: each team had only three minutes to talk about their work, and convince the jury about their concept. It was really surprising to see how many different ideas and projects came out in only two days! The best three teams won a price in money… but even who didn’t win like my team got a nice surprise: every participant received a Raspberry Pi!

In conclusion, when I think about this wonderful experience, I can only suggest to each of you to do the same as I did: event when you think that it’s impossible that they will select you, try anyway! And if you get the chance, just grab it! Buy your flight and go, don’t miss out on such an opportunity: You will learn a lot from the persons you meet, and it’s probably the most pleasant way to grow up professionally for both students and not.

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2014 – Lipari Summer School on Computational Complex Systems – 3rd and last pt. https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/2014-lipari-summer-school-3/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/2014-lipari-summer-school-3/#view_comments Tue, 05 Aug 2014 14:52:38 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=5159 Friday the last week of the 2014 Lipari Summer School on Computational Complex Systems has been concluded.

For the last days, some students have presented their research works to the class: very interesting topics on traffic load predictions, social networks data analysis and complex systems data modelling.

And to close the works a (not so easy) exam has been subjected to the students, questioning about lectures of the week.

Just a couple of personal opinions about the Summer School.
Firstly, I think that attending lectures about so specific topics, it’s quite a unique occasion, both for students and also for people working in the field: getting to know actual research fields and being able to talk about everybody’s projects and ideas is a very stimulating thing.
Secondly, getting in touch with international students and knowing how research is lead in other european and international universities, it’s something that every student should do, in my opinion, to understand the importance of doing experience in international universities.

A great thanks goes to the organizers of the Summer School and their efforts for letting us have a really great experience.

So, c u next year in Lipari!

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2014 – Lipari Summer School on Computational Science https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/lipari-school-on-comp-science/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/lipari-school-on-comp-science/#view_comments Fri, 01 Aug 2014 08:08:30 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=5154 Let’s continue our recap of this last week of Lipari Summer School on Smart Cities.

After the introductory lectures of the first two days, on Wednesday and Thursday, professors Batty and Bettencourt continued to show us their main researches.

Prof. Batty showed us some really interesting projects about urban modelling, with LUTI (land use transportation interactions) models, based on principles of social physics that pertain to ideas about aggregate potential and gravitation (http://www.spatialcomplexity.info/outline-of-the-course).
Moreover he showed us how scale, size, shape, hierarchy for locations and interactions defining systems of cities (inter-urban) and the city system (intra-urban) has not been assembled yet, pointing out the difficulties of fitting these ideas into data and the application to real cities (London in this case) (http://www.spatialcomplexity.info/lipari-school).

Prof. Bettencourt continued his lectures talking us about how cities scales, in terms of population and infrastructures, and how the scaling affects other aspects of a city, showing predictable average properties with size (pdf). This showed us how the cities scaling affects social interactions and how costs of interactions change when the city scales (pdf).

All presentations and course material can be found here: https://www.dropbox.com/sh/lwoocwvci8rygjb/AAD5lgZ8oDN3gdIG1OkHPjrta.

For the last day, on Friday, we expect students to present their own researches and… a FINAL EXAM!!
Better if I go to study then 😉

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2014 Lipari Summer School on Smart Cities https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/lipari-school-on-smart-cities/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/lipari-school-on-smart-cities/#view_comments Wed, 30 Jul 2014 14:57:44 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=5149 For the fourth year,  The international School for scientific research J.T. Schwarz has organized in Lipari a 4-week Summer School on Computational Complex Systems.

Four weeks in which Ph.D. students, junior and senior researchers from all over the world have the possibility of attending lectures taken from international recognized authorities, that address the main arguments in an interdisciplinary way, depending on the their field of expertise.

The main focus of this year are the smart cities and in this last week of the school, lectures will address them relating to the complex systems.

Works have started on Monday, with an introduction on smart cities, from Francesco Profumo, which is actually the Chairman of the Smart City Observatory at ANCI, and former Minister of Education University and Research from November 2011 to April 2013.
He introduced the matter starting from urbanization and talking about the key challenges of smart cities, presenting also a case study for the Expo 2015.

Following Dirk Helbing, from ETH Zurich, introduced the FuturICT project: a European multidisciplinary international scientific endeavour with focus on techno-socio-economic-environmental systems. Its aim is to understand and manage complex, global, socially interactive systems, with a focus on sustainability and resilience. The need for such projects is the great interdependency in cities matters, causing cascade effects that can soon turn into big disasters.

Then prof. Vito Latora from the University di Catania presented us spatially embedded complex systems, such as nervous systems, the Internet and transportation networks and their characteristic of having nontrivial topological patterns of connections. Studying centrality measures in spatial networks, he showed they could have a good empirical analysis of two databases, describing respectively 200 years of evolution of the road network in a large area located north of Milan, and the growth of the nervous system of the C. elegans (a worm), from the moment of fertilization to adulthood.

On Tuesday, work have been continued from Micheal Batty from The Bartlett Centre for Advanced Spatial Analysis, UK. Mr. Batty has 20 years of experience in data visualization and spatial analysis, and he’s actually chief of Centre for Advanced Spatial Analysis (CASA) at University College London. He began showing how cities can be represented as networks and presenting some older examples, like LUTM (Land Use Transportation Modelling), presenting some models for the city of London, and a 3D model for London, tagged with economic data. Other more modern examples were presented, about public transport networks, particularly the interpretation of data from the Oyster card in London, and another example about the Public Bike Scheme.

To finish, on Tuesday, Luìs Bettencourt, from the Santa Fe Institute, USA, introduced his work talking about smart cities as complex adaptive systems. The main focus of the lecture was the problem of modeling and planning cities, showing that at a certain point, self-organizing cities can be smarter than the engineered ones. The conclusion has been that from this point of view, in order to make real progress, there is the need of constraining the problem of planning cities understanding interactions of space and infrastructures and the natures of urban social networks.

In the following three days, more lectures from same authors are scheduled, deepening the introduced topics and presenting new ones.

Stay tuned!

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Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a fare giochi https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/quando-il-gioco-si-fa-duro-i-duri-iniziano-a-fare-giochi/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/quando-il-gioco-si-fa-duro-i-duri-iniziano-a-fare-giochi/#view_comments Tue, 29 Apr 2014 16:34:22 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=4499 Circa tre mesi fa ci siamo conosciuti all’interno del corso di laurea in Informatica Applicata. Il destino ha voluto che tutti e cinque avessimo una passione per i videogame e, soprattutto, tanta voglia di creare qualcosa di nostro. E’ così che sono iniziate a piovere idee, una dietro l’altra. All’inizio sembrava quasi un gioco, niente di concreto. Poi, piano piano, tutto ha iniziato a prendere forma: da banali supposizioni si è passato ad idee concrete. Abbiamo iniziato a mettere il tutto nero su bianco, fino a quando è nato il nostro primo mobile videogame: “Holy Sheep”.
Parliamoci chiaro: l’idea di una pecora che rotola, candendo dal paradiso, ci ha entusiasmato fin da subito, ma passare dall’idea al prodotto finale non è stato affatto banale. I problemi da affrontare sono stati non pochi: da quelli tecnici a quelli burocratici (aspetto purtroppo molto trascurato ma fondamentale!).

Ma procediamo per gradi in modo da fare capire cosa ci sia alla base della creazione di un videogame per mobile.
Innanzitutto ci siamo trovati ad affrontare un problema nuovo per tutti: il lavoro in team. Questa esperienza ci ha insegnato quali sono le basi per poter portare avanti un progetto all’interno di un gruppo, ed abbiamo capito che non è sempre così semplice. Organizzare e suddividere il lavoro non è affatto banale come si può pensare: molte volte possono esserci idee divergenti. Per fortuna siamo sempre riusciti a trovare il compromesso migliore, ma vi assicuriamo che le discussioni non sono mancate! Un altro aspetto da affrontare (sul quale da bravi informatici ci siamo trovati impreparati) è stato quello del marketing: ovviamente nessuno di noi ha delle solide basi e conoscenze al riguardo. Vi possiamo assicurare che un gioco ben fatto, se non è pubblicizzato correttamente, avrà vita breve. Allora ci siamo dovuti improvvisare geni (magari) del marketing ed adottare alcune delle strategie migliori per cercare di poter dare la giusta visibilità al nostro prodotto. Dal punto di vista tecnico, sicuramente l’università ci ha fornito le basi per poter camminare da soli. Il resto viene con tanta passione e soprattutto tante notti insonni!

Per quanto riguarda il gioco, come progetto iniziale abbiamo deciso di intraprendere una strada non troppo complessa (soprattutto dal punto di vista grafico). E’ così che abbiamo deciso di focalizzarci principalmente sul gameplay. L’ idea fin da subito è stata quella di creare un gioco frenetico, che ogni tanto strappi un sorriso all’utente mentre gioca e si agiti sempre di più mano a mano che si rende conto che la difficoltà cresce e diventa sempre più consapevole del fatto che la sua ora sta per arrivare.
Ora, indipendentemente dal successo che il nostro gioco avrà, siamo più che felici di aver intrapreso questa strada. Il futuro sicuramente sarà in salita, ma speriamo di poter ancora continuare a fare ciò che ci piace, con la speranza che in un futuro non troppo lontano questa passione si possa trasformare in opportunità lavorative.

Tirando le somme, gli errori commessi durante questo percorso non sono stati pochi, ma sicuramente ci hanno aiutato a crescere e dal prossimo progetto sapremmo già come affrontare la situazione nel migliore dei modi.

Detto questo, ora non vi rimane altro che provarlo, con la speranza che vi piaccia.

Sito team: http://www.dot5team.com/
Sito Holy Sheep: http://holysheep.dot5team.com/

Video promozionale: https://www.youtube.com/watch?v=MWSEKPlRjHk&feature=youtu.be

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Gli esami non finiscono mai https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/gli-esami-non-finiscono-mai/ https://informatica.uniurb.it/2023_2026/triennale/gli-esami-non-finiscono-mai/#view_comments Mon, 09 Dec 2013 15:08:50 +0000 https://informatica.uniurb.it/triennale/?p=3525 “E’ arrivato lo studente per l’esame, lo faccio passare?”.
Essere accolto così in un istituto tecnico di Viareggio mi ha fatto un certo effetto, a 40 anni suonati. Al termine dell’esame, andato benino, poi, il prof della scuola, responsabile ‘locale’ del progetto dell’Università di Urbino ‘Laurea in Informatica Applicata – percorso online’ era quasi più contento di me, cioè non poco. Questo è stato l’impatto del ritorno agli esami universitari, dopo un lunghissimo periodo di interruzione.

Quell’esame, da solo, racconterebbe una piccola storia di un successo personale grandissimo. Potrei forse tralasciare il resto, fatto di impegno, qualche piccolo sacrificio, nottate meledette (studio, lavoro, famiglia: davvero difficile…), esami – uno dopo l’altro – fino all’emozionante giorno della laurea. Potrei tralasciare che intanto il fatturato da professionista IT diminuiva, mentre faceva già paura l’inizio di questo interminabile difficile periodo. Sarebbe retorico però limitare tutto ad un successo di soddisfazione personale. Sarebbe riduttivo; ho avuto degli input importanti, soprattutto legati a metodologia, ma non solo. E questo va detto.

Qualche tempo dopo, un concorso mi ha regalato un posto nella PA. E’ stato per merito della laurea? Non lo so. Mi ha aiutato? Sicuramente; così come sono stato aiutato dalla fortuna. Di certo quei corsi mi hanno insegnato parecchio. E, soprattutto, mi sono piaciuti. E’ anche per questo che mi piacerebbe riprendere con lo staff di Urbino un nuovo percorso di apprendimento.

Grazie

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