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ConvComp2016: implementare un Bot di crowdsensing

Pubblicato il da Lorenz Cuno Klopfenstein
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Dopo aver discusso di Bot come autentiche piattaforme, al pari di applicazioni mobili o siti web, ed aver argomentato che un Bot non necessariamente debba fungere da fornitore di informazioni—ma può benissimo essere lo strumento per raccogliere dati e quindi essere parte di un meccanismo di intelligenza collettiva—è giunto il momento di metterci all’opera per realizzarne uno.

Come descritto precedentemente, per l’occasione dell’evento ConvComp2016 del 24 giugno, abbiamo realizzato un semplice Bot che permettesse di raccogliere pensieri, emozioni e stati d’animo geolocalizzati, in modo da dare un’idea del sentimento generale in un’area. Il Bot è online su Telegram come @wordcloud_bot ed è possibile utilizzarlo da subito per vederlo in azione.

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Due giorni al DroidCon Torino 2015

Pubblicato il da Lorenz Cuno Klopfenstein
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Anche quest’anno, alcuni intrepidi eroi del nostro laboratorio (Lorenz e Saverio nella fattispecie) hanno partecipato all’annuale conferenza italiana dedicata al mondo di Android. L’edizione 2015 è stata segnata da una partecipazione maggiore rispetto all’anno precedente (alla quale abbiamo ugualmente partecipato, ovviamente), raggiungendo oltre 700 partecipanti di oltre 21 paesi diversi. (Torino e frazioni, insomma.)

Quest’anno l’evento si è svolto nell’imponente centro conferenze Lingotto a Torino, illuminato da un piacevole clima sereno e solare a differenza dell’anno scorso.

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Saverio e Lorenz dopo il ritiro dei badge. Come vedete, badge = felicità.

Il DroidCon dell’anno scorso si era presentato subito con un’epidemia incontrollata di vari modelli di Google Glass, indossati da una buona percentuale degli speaker, l’edizione 2015 si è rivelata ugualmente modaiola con lo spostamento abbastanza massiccio dagli imbarazzanti occhiali ai più discreti orologi basati su Android Wear. Un chiaro passo in avanti sul fronte della classe.

In virtù di questo, ugualmente marcata era la presenza di Android Wear e Android Auto, le due nuove frontiere del robottino verde, come tema principale di diversi talk tenuti durante le due intense giornate di conferenza. Interessanti pure i temi legati all’intersezione tra Android ed Internet of Things, con interessanti presentazioni come quella sullo sfruttamento di iBeacon e (sconfortanti) esperimenti sulle tecniche di monitoraggio della prossimità di Matteo Gazzurelli.

Oltre allo sviluppo software, uno dei maggiori temi trattati era la cura per l’esperienza utente (la cosiddetta “UX”): Lydia Selimalhigazi e Roberto Orgiu hanno presentato come designer e sviluppatori devono necessariamente collaborare per ottenere un risultato di successo. Il tema, dal punto di vista del branding, è stato trattato poi anche in una stimolante presentazione di Marie Schweiz proprio sull’influenza di elementi caratterizzanti di un marchio sull’esperienza d’uso e la percezione di un app da parte degli utilizzatori.

Sempre sul fronte “user experience”, ma da un punto di vista totalmente diverso: Kentaro Takiguchi nella sua presentazione “Improving UX through Performance” ha dato un’idea molto approfondita e viva di tutte le piccole ottimizzazioni che si possono introdurre, sia sul lato app che sul lato server, per rendere l’utilizzo di un’applicazione più fluido, affidabile e responsivo, dovendo fare i conti con risorse limitate e connettività lenta o spesso assente. Molti trucchi interessanti, per uno scenario in cui anche tagliare 4 KB di trasferimento dati può avere conseguenze drastiche.

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Come ci ha ricordati puntualmente Benjamin Augustin nel suo talk “RxFy All The Things!”, sviluppare codice può essere spesso una sofferenza infernale. Ma proprio per alleviare le pene dello sviluppatore ci sono sempre più librerie e strumenti che vale la pena sperimentare e conoscere: uno di questi è appunto RxJava, la versione Java delle Reactive extensions concepite su .NET, un modo molto interessante per “invertire” l’approccio delle applicazioni, che adottano quindi un paradigma “reattivo” che molto bene si adatta per l’interazione tra interfaccia grafica e un backend lento o inaffidabile (come ad esempio delle richieste remote).

Alla stessa maniera Maciej Górski ha presentato una varietà di sistemi interessanti per ridurre, soprattutto grazie all’utilizzo di plug-in per Gradle (il nuovo sistema di build utilizzato da Android Studio), la necessità di scrivere molto codice “boilerplate”, ossia ripetitivo senza alcun effettivo valore (come ad esempio metodi getter e setter per le proprie classi Java). Molto interessante anche la sessione “Holy Sync!” di Eugenio Marletti, sui metodi di sincronizzazione cross-platform dei dati, in questo caso utilizzando CouchBase.

“Test, test, test!” questo è stato uno dei mantra più ripetuti in quasi tutte le sessioni di questa edizione e, in particorale, sono stati i due sempre spumeggianti Ali Derbane e Wiebe Elsinga (non provate neanche a pronunciare il suo nome, fallireste) che con il talk “The hitchhiker’s guide to functional testing” hanno fatto una panoramica sui principali strumenti per il testing funzionale delle nostre app. Mentre Stephan Linzner ha mostrato le meraviglie dei nuovi strumenti cucinati con amore da mamma Google per i suoi sviluppatori mobile.

Inoltre, a mezzogiorno del primo giorno, sospinto più dal desiderio di raggiungere il buffet che altro, Lorenz ha presentato “The love child of Android and .NET: using Xamarin for app development” facendo riferimento alle nostre esperienze di sviluppo Android utilizzando la piattaforma Xamarin durante lo scorso anno, con tutti i vantaggi e problemi del caso. Le slide presentate possono essere scaricate in formato PPTX.

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Ci ha energizzati durante le sessioni: la bevanda preferita di Amedeo Avogadro!

Dopo due giornate intense siamo ripartiti da Torino esausti per l’incessante successione di presentazioni, ma stimolati da tante nuove cose da sperimentare, tecnologie da esplorare e dettagli da tenere a mente durante lo sviluppo per Android (e non solo)!

UniUrb e il primato italiano nel CodeWeek

Pubblicato il da InfoAppl
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E’ stata la scuola di Scienze e tecnologie dell’informazione dell’università di Urbino, attraverso il coordinatore Prof. Alessandro Bogliolo, a guidare la partecipazione dell’Italia alla settimana europea della programmazione che si è svolta dal’11 al 17 ottobre. Per questo siamo doppiamente orgogliosi di pubblicare i risultati che mostrano che l’Italia è stata più attiva di qualsiasi altro paese europeo, organizzando in una sola settimana più di 1.300 eventi che hanno interessato tutte le Regioni e hanno permesso a quasi 30.000 bambini e ragazzi di provare a programmare per la prima volta. Neelie Kroes, già vice-presidente della Commissione Europea per l’Agenda Digitale e promotrice di Europe CodeWeek, ha espresso gratitudine e compiacimento per l’impatto che l’iniziativa ha avuto in Italia.

Il risultato è il frutto di una straordinaria collaborazione tra associazioni, organizzazioni, enti, scuole, università, aziende e istituzioni, che hanno lavorato in piena autonomia per raggiungere l’obiettivo comune di diffondere il pensiero computazionale.

Il successo del CodeWeek non si misura solo nei numeri raggiunti nel corso della settimana, ma soprattutto nella dimensione e nel potenziale della rete di collaborazioni che si è spontaneamente costituita e che continuerà a crescere e ad operare per fare di ogni settimana una settimana della programmazione (#CodeIT).

Tre strumenti sono già operativi: Programma il futuro, l’edizione italiana di Code.org che il Consorzio CINI e il MIUR mettono a disposizione delle scuole; CodeWeek.it, il sito ufficiale della settimana della programmazione, che continuerà a svolgere il ruolo di aggregatore e moltiplicatore di iniziative e opportunità; e FlagShip game, il gioco nato da un esperimento di programmazione di massa iniziato a Urbino e condotto in diretta streaming, che è diventato il portabandiera della programmazione in Europa.

Tutti i numeri sono riportati nell’infografica interattiva pubblicata qui sotto.

Incontro online con gli sviluppatori di HolySheep

Pubblicato il da Sara Goderecci
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Questa sera alle 21:00 la stanza virtuale di “Code’s Cool” ospita gli sviluppatori di HolySheep (http://holysheep.dot5team.com/), il gioco multipiattaforma disponibile gratuitamente su piattaforme Android, iOS e Windows Phone.

I partecipanti potranno porre domande sulla genesi del gioco, sugli strumenti utilizzati per svilupparlo, sulle tecniche di programmazione adottate, sulle istruzioni che stanno dietro ad ogni effetto.

I ragazzi del dot5team risponderanno ad ogni domanda e condivideranno con noi lo schermo dei loro computer per mostrarci gli ambienti di sviluppo e il codice del gioco.

Per partecipare è sufficiente collegarsi all’indirizzo https://join.me/543-534-218.

Vedrete comparire sul vostro schermo il codice sorgente del gioco spiegato dai suoi stessi sviluppatori.

SCORE-it: Italian Student Contest in Software Engineering

Pubblicato il da Alessandro Aldini
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Nell’ambito della 37esima edizione dell’International Conference on Software Engineering (ICSE 2015), stiamo organizzando SCORE-it (Italian Student Contest in Software Engineering), una nuova iniziativa italiana ispirata alle precedenti edizioni dell’evento SCORE.

SCORE-it è una competizione per studenti (Laurea e Laurea Magistrale) afferenti le Università Italiane al fine di promuovere lo studio e l’apprendimento degli aspetti ingegneristici per la progettazione e lo sviluppo di sistemi software. Sono ammessi anche studenti/gruppi che stanno svolgendo la loro tesi, ma non sono ammessi in nessuna forma studenti di dottorato.

Relativamente a questa edizione di SCORE-it, abbiamo individuato un’area nella quale far svolgere il progetto, ed abbiamo suggerito alcune piattaforme tecnologiche pertinenti. Ad ogni modo lasciamo al singolo gruppo la libertà di decidere il dominio del progetto. I domini suggeriti nella call sono: (come da
bando) context awareness, smart cities, environmental monitoring, analysis and prediction of extra-functional measurement, green software engineering.

Ad ogni gruppo partecipante sarà richiesta:
– la stesura di un report (max 20 pagine nel formato indicato per ICSE 2015) che descriva gli aspetti ingegneristici di processo adottati e che documenti gli artefatti prodotti durante le fasi di progettazione, sviluppo e V&V;
– una versione prototipale dell’implementazione del progetto proposto.

I progetti migliori (fino ad un massimo di 5), valutati sulla base di entrambi gli elaborati, saranno invitati ad una fase finale che si terrà durante lo svolgimento della conferenza ICSE 2015. Il processo di valutazione degli elaborati per SCORE-it sarà affidato ad un comitato di programma (PC) costituito
da ricercatori italiani con interessi nell’area dell’Ingegneria del Software che svolgano la loro attività presso Università o Istituti di Ricerca esteri.

Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito ufficiale della competizione:
http://www.score-contest.it/
o nel “Call For Projects” scaricabile all’indirizzo:
http://www.score-contest.it/score-it-EN.pdf

3 nerd (in più) al DroidCon Torino 2014

Pubblicato il da Lorenz Cuno Klopfenstein
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Da giovedì 6 febbraio a domenica 9 febbraio, si è tenuto a Torino il DroidCon Italy, versione italiana dell’importante conferenza per gli sviluppatori e per il mercato B2B rappresentante il meglio del mondo Android. (Questa affermazione potrebbe non essere più valida data la nostra presenza.)

Noi del laboratorio (Gioele, Saverio e Lorenz) ci siamo chiaramente subito fiondati in missione (se non altro in modo da poter usare questo termine) per non farci sfuggire questa interessante occasione di approfondire le nostre conoscenze del mondo Android. Appena arrivati si è subito delineata una chiara situazione di discriminazione ai danni di Gioele (che non ha ottenuto neanche il panno per pulire gli occhiali a forma di androide, un oggetto preziosissimo +10 nerditudine).

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Già al keynote di apertura, si è subito capito che un tema trasversale ai vari talk Android sarebbero stati i Google Glass: diversi presentatori ne avevano un paio, rendendosi disponibili a varie domande e disquisizioni sul tema. È stato anche improvvisato una sorta di talk specifico sull’argomento durante il BarCamp, mostrando una delle applicazioni forse più esemplificative delle potenzialità di questi occhiali: offrire supporto alle situazioni di pericolo affrontate da un pompiere.

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Tra gli altri argomenti interessanti trattati, diversi talk si sono concentrati sul problema della sicurezza per applicazioni mobili: Luca Baggio di MediaService.net ha parlato di alcune falle di sistema che hanno tratteggiato la storia di Android, mentre Marco Grassi di viaForensics ha presentato in concreto tutti i (molti) attacchi possibili alle applicazioni ed ai dati installati su un dispositivo. Ha presentato poi alcuni utili consigli sul come debellare le inside più comuni, che spesso non vengono rispettate neanche da sviluppatori più importanti. Insomma, dubito che a qualcuno interessi conoscere le nostre liste della spesa, ma non fa mai male proteggersi da occhi indiscreti…

Dal punto di vista del testing, oltre ai numerosi talk tematici, era presente lo stand di GenyMotion, un emulatore del sistema Android basato sulla macchina virtuale VirtualBox, scelta tecnologica che dovrebbe garantire totale compatibilità ed una velocità di esecuzione che farebbe impallidire (ma forse anche qualcosa di più) l’emulatore standard di Android. Molto disponibili alle varie domande i rappresentanti di questo interessante tool di emulazione, ci hanno descritto tutte le feature attualmente disponibili e convinto del fatto che probabilmente non utilizzeremo mai più l’emulatore classico. (Se non forse perché siamo tirchi.)

Lo sviluppatore spagnolo Victor Díaz ci ha intrattenuti con delle interessanti idee di utilizzo “atipico” dello smartphone, dal balletto coordinato, alla gara di velocità (si intende la velocità effettiva dello smartphone mosso dalla vibrazione), al suo progetto City Fireflies in cui gruppi di persone dotate di smartphone competono per distruggere degli invasori alieni in una piazza. È stato anche presentato Protocoder, un interessante piattaforma per lo sviluppo rapido di prototipi di applicazioni in Javascript. Molto utile per fare test rapidi o per insegnare la programmazione di uno smartphone senza dover impelagarsi con strumenti professionali (leggi: ingestibili) come Eclipse (anche noto come “il male”). Il tutto si è concluso con un appello allo sviluppo di applicazioni avvincenti, moderne ed innovative — e non la solita ListView + ActionBar.

Maco Picone con il suo talk “The Android Platform in the era of Internet of Things” ci ha presentato un sistema sviluppato da un gruppo di ricerca dell’Università di Parma per il discovery dei servizi con protocolli Machine2Machine. Tutto molto interessante! Soprattutto per noi che fino a quel momento pensavamo che “Internet delle cose” fosse un espressione utilizzata per chiamare i PC quando non ti veniva in mente il nome…

Per finire, una pletora di seminari inerenti la UI/UX (User Interface/User Experience) specifica al mondo del robottino verde e consigli più generali per rendere la propria applicazione completa e potenzialmente virale. Dal promettente quanto copia-della-documentazione-ufficiale seminario “One code to play ’em all” (inerente i fragment e lo sviluppo di app responsive), al fantastico “From Android App to Killer App: How to Reach the Million-Downloads Milestone”, passando per l’autore del prestigioso blog stylingandroid.com che purtroppo ha confermato quanto sia verboso ed intricato ottimizzare il rendering di layout che in un mondo ideale dovrebbero essere già ottimizzati dal runtime Android.

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Quando venerdì abbiamo lasciato la piovosa Torino ce ne siamo andati con tante idee stimolanti in più, tante nuove riserve sulla sicurezza delle nostre applicazioni, la certezza che ordinare troppi nachos a cena possa far male e soprattutto tanta voglia di gettarci sul codice!

11-12-13 14:15 Nasce Code’s Cool

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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E’ nata oggi Code’s Cool, la comunità di apprendimento aperta promossa dalla Scuola di Scienze e tecnologie dell’Informazione dell’Università di Urbino e da NeuNet per avvicinare i giovani e i giovanissimi alla programmazione, coinvolgendo famiglie, scuole, insegnanti e studenti e docenti universitari.

Code’s Cool si avvale di numerosi strumenti di lavoro e condivisione online per creare un ambiente di apprendimento collaborativo in cui si perde la distinzione dei ruoli tra allievi e insegnanti. Tutti collaborano allo sviluppo di programmi e applicazioni che diano forma alle proprie idee.

Tutti sono invitati a partecipare diventando membro del Gruppo Google, sincronizzandosi al Calendario di Code’s Cool, seguendo il Canale Youtube, iscrivendosi al Gruppo Facebook, seguendo la Pagina Facebook, o l’hashtag #codesCool su Twitter.

Per informazioni:

http://informatica.uniurb.it/codescool/

cdl.informatica@uniurb.it

Code’s Cool – Imparare a programmare insegnando

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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11-12-13 ore 14  – Seminario in presenza e online

La programmazione è il linguaggio delle cose. Saper programmare vuol dire riuscire a far fare agli oggetti che chiamiamo smart, a cominciare dai nostri smartphone, ciò che vogliamo e che magari nessuno ha ancora pensato. Le recenti iniziative lanciate a livello europeo e mondiale per avvicinare i giovani alla programmazione nascono dalla consapevolezza che la programmazione stimola il pensiero creativo e che la creatività dei giovani è la chiave per la ripresa socio-economica.

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11-12-13 Un’ora di programmazione a scuola

Pubblicato il da Alessandro Bogliolo
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Un’ora per scoprire il gusto della programmazione e imparare a sviluppare app per smartphone e tablet

Dopo l’Europe Code Week, che ci ha permesso di far conoscere la programmazione a più di 400 ragazzi tra i 10 e 18 anni, ora è la volta dell’iniziativa internazionale “One Hour of Code”, alla quale aderiamo con l’ambizione di raggiungere un numero ancora maggiore di ragazzi.

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