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Il processo di sviluppo del software: un caso reale

Pubblicato il da Alessandro Aldini
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Durante il percorso di studi, uno dei temi più ricorrenti riguarda il processo di sviluppo del software, come questo nasce da determinati requisiti, si sviluppa attraverso successivi passaggi quali la modellazione e quindi l’implementazione, fino ad arrivare alla sua messa in opera e manutenzione. Tra tutti questi aspetti, quello verso cui siamo maggiormente avvezzi riguarda forse le tecniche di implementazione. Tuttavia, non siamo abituati a valutare la reale complessità dell’intero processo nell’ambito di un contesto reale, in quanto è raro avere accesso a casi d’uso sufficientemente articolati da fornirci un’idea che vada oltre l’esperienza che ci deriva dallo studio di metodologie e di piccoli casi esemplificativi.

Nel seminario del 9 gennaio scorso ci è stata offerta una di queste rare opportunità. Il gruppo ricerca e sviluppo software di Biesse, azienda leader nel settore della produzione di macchine per la realizzazione di mobili, ci ha raccontato il percorso seguito per lo sviluppo di un CAD/CAM di ultima generazione, applicazione che ha visto l’impegno di decine di professioni, inclusi stakeholder, software architects, progettisti e programmatori.

Si tratta di un percorso lungo 3 anni, iniziato con l’analisi della filosofia di un’idea innovativa e seguito da studi di fattibilità e processi di formazione e di organizzazione del lavoro che hanno preparato il terreno all’analisi dei requisiti. A questa sono seguite articolate fasi di modellazione e studio dell’architettura software, e infine la complessa gestione delle tecnologie e quindi della implementazione e del testing in corso d’opera. Last but not least, sono seguite le fasi di studio di marketing e il lancio del prodotto. L’intero processo ha messo in evidenza il fondamentale aspetto dell’organizzazione del lavoro di gruppo e la cura per ciascun dettaglio del processo di sviluppo. Il risultato dopo tre anni di lavoro è stato un software che sta rapidamente diventando un punto di riferimento a livello mondiale per il mercato dei CAD/CAM.

Tutto questo ci suggerisce di riflettere sulle tante competenze che sono necessarie al processo di sviluppo del software e soprattutto sull’importanza di metodologie e cultura del sapere che fanno parte del bagaglio di esperienza che un laureato in informatica si porta con sè, al di là quindi delle specifiche competenze tecniche acquisite che, nel nostro settore, sono destinate a divenire obsolescenti con estrema rapidità.

L’aspetto più pratico, invece, riguarda la possibilità di entrare in contatto con il gruppo di ricerca e sviluppo del software di Biesse, a partire dall’esperienza del tirocinio fino ad arrivare a collaborazioni post-laurea di varia natura. Ma per questo, vi rimando a contatti diretti con il responsabile tirocini.